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LA MAGNA GRECIA

E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un’ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

BELMONTE CALABRO

Oggi vogliamo farvi scoprire Belmonte Calabro in provincia di Cosenza. E’ un luogo bellissimo e da visitare se si ha voglia di scoprire i borghi più preziosi della Calabria. Fondato dagli angioini nella seconda metà del 200, conserva uno dei borghi più belli di Italia. Ricco di chiese e palazzi cinquecenteschi e seicenteschi, Belmonte Calabro è incastonato sul dorso di una collina rocciosa e da questa altezza domina il mar Tirreno con eleganza e infinita bellezza.

ANTICA KAULON

L’antica Kaulon racconta di un tempo in cui gli uomini cercavano di comunicare con il sacro, costruendo un legame di devozioni attraverso i riti e i magnifici templi. Tutto riconduceva ad una dimensione di sacralità, il mare era sacro non solo come elemento del cosmo ma anche come testimonianza dell’impeto e della benevolenza delle divinità, così come l’aria, la terra e il fuoco. Percorrendo il sentiero che conduce al tempio dorico e all’area sacra, bisogna avere l’attenzione di ascoltare i rumori del vento e del mare che raccontano di cerimonie accorate, profumate dall’incenso votivo e rese radiose dai ceri devozionali. Il tempio che al culmine della cerimonia diveniva il luogo più importante della città, sorgeva a picco sul mare per illuminare e benedire questo portatore di vita ma anche di morte. Facendosi trasportare da queste suggestioni, il visitatore può entrare in contatto con il mondo dell’antica Kaulon che in Calabria resiste ancora con il suo cuore di tradizioni profonde.

CROPANI

Cropani è uno dei comuni della Valle del Crocchio, in provincia di Catanzaro. La parte alta del paese regala una vista spettacolare, intervallata da vaste aree verdi che si prolungano fino al mare. La natura spettacolare di questo luogo che regala la possibilità di itinerari naturalistici bellissimi, fa da contorno ad un centro storico ricco di cultura e di arte. Passeggiando per Cropani si può riscoprire un pezzo di Calabria incontaminato e custode di preziose tradizioni antiche. Le sue origini sono incerte, anche se alcuni ritrovamenti fanno ipotizzare che fosse già abitato prima della venuta dei monaci bizantini nel VI sec. d.C.. Il successivo dominio normanno fu florido per la costruzione di monumentali cattedrali e palazzi.


GERACE

Il borgo medievale di Gerace è ancora descritto come uno dei più belli d’Italia. Posto su una roccia, il borgo ha adattato il suo impianto alla connotazione orografica di questa. Il suo nome deriva dal greco Ierax (sparviero), forse ad indicare la figura leggendaria che condusse gli abitanti della costa, in fuga dalle razzie dei saraceni nel 915, nei monti che dominano la zona di Locri fino al luogo in cui fu fondato Gerace. In realtà, le origini di Gerace sono antichissime e rintracciabili nella presenza di stanziamenti preistorici e protostorici dei quali rimangono diverse testimonianze. Presso Contrada Stefanelli è stata ritrovata una Necropoli di età preellenica. Finora sono state esplorate 27 tombe di rito inumatorio, a camera regolare con banchine poste ai lati, risalenti alla prima Età del Ferro. Gioielli, armille, scarabei, spirali, punte di lance, oggetti in avorio, in vetro, in ambra, vasellame vario, si trovano esposti presso i musei di Locri e Reggio Calabria. I reperti ritrovati testimoniano una civiltà agropastorale ben armata e progredita che intratteneva scambi commerciali con l’Oriente ed il Centro-Nord Europa.


IL CASTELLO DI SAN FILI DI STIGNANO

Stignano è un paese sorto su uno sperone di roccia con a valle la fiumara Precariti. Situato nella provincia di Reggio Calabria, confina con paesi di notevole interesse storico e culturale, come: Riace, Stilo, Pazzano, Placanica. Nel tempo ha mantenuto il suo originario impianto medievale con le tipiche case addossate le une alle alte, le strette stradine interne reticolari che rimandano ad innumerevoli piccole scalinate e vicoletti da attraversare per conoscere questo piccolo paese calabrese. Giungendo nella piazza principale, cuore del paese, la vista con un magico contrasto che solo la Calabria con i suoi paesi arroccati può offrire, è ammaliata dai colori del mattone, della terra, del verde e del giallo che si confondono fino a sparire nell’azzurro del mar Jonio che bagna queste coste. Il Castello di San Fili di Stignano è una torre nata come struttura difensiva nel ‘500, poi modificata a fini residenziali nel corso del 700 ad opera di una famiglia feudataria locale che ne fece una palazzina di caccia.


LE CASTELLA

Le Castella e il suo castello aragonese sono punti di attrazione per un percorso storico e naturalistico. Da questo punto si giunge facilmente nell’area marina protetta di Isola Capo Rizzuto e nel bellissimo parco archeologico di Capo Colonna, distante pochi chilometri. Qui la costa ionica offre uno scenario mitico e un paesaggio naturale vivace e vario. Il nome odierno di Le Castella conserva il plurale neutro latino e ne indica l’origine leggendaria del paese. Si tramanda infatti, che nella zona in cui sorge l’imponente fortezza, vi sia stata la presenza di sette castelli sparsi in un arcipelago sommerso da millenni, e da qui il nome al plurale per indicare che essa faceva parte di un complesso più ampio di manieri.


LE VASCHE DI CASSIODORO

Le Vasche di Cassiodoro sono bellissime formazioni rocciose naturali da ammirare nei percorsi lungo la costa della provincia di Catanzaro. Si trovano a Copanello di Stalettì, località balneare situata al centro del Golfo di Squillace. Dalla costa sabbiosa e dal mare cristallino, questo territorio è un insieme armonioso di storia raccontata da numerose testimonianze archeologiche e di una natura meravigliosa e spettacolare. I paesaggi marini sono resi suggestivi dalle rocce di granito bianco ricche di vegetazione che racchiudono specchi d’acqua marina dal colore turchese.

SCILLA

Dal busto e dal capo femminili, sui fianchi appena coperti dalle acque aveva attaccati come serpenti le teste di sei terribili cani che urlavano e latravano senza sosta. Così fu condannata ad essere sfigurata per gelosia la bellissima Scilla, figlia di Forco e della ninfa Crateide. L’amore di Scilla per Glauco, figlio di Poseidone, fu per la giovane motivo di gioia e poi di disperato dolore. Glauco era infatti il prediletto della maga Circe, che non sopportando l’amore dei due giovani, si vendicò di Scilla trasfigurandola in un orrendo mostro marino, con l’aiuto di una malefica pozione che gettò sulle rive del mare dove la giovane era solita bagnarsi. Quando Scilla si immerse nelle acque del mare, vide il suo bacino trasformarsi in tante teste di lupi e cani marini. Trasfigurata in un essere tanto orrendo, la sventurata si gettò nel mare e andò a vivere nella cavità di uno scoglio vicino alla grotta dove abitava anche Cariddi. Il dolore e la disperazione divennero rabbia che Scilla sfogava con urla disumane, divorando le barche che navigavano nelle sue prossimità. Anche Omero raccontò la vicenda di Scilla nell’Odissea.

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