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“LE BOCCHE DI GALLIPARI”

Il porto sorge nel territorio di Badolato, nel cuore del Golfo di Squillace dispone di circa 300 posti barca dai 6 ai 16 m. N° 3 banchine (Est, Nord ed Ovest) + n° 5 pontili galleggianti. 

IL PORTO

Prese acqua ed energia elettrica – illuminazione banchine – scivolo – scalo di alaggio – gru mobile fino a 25 t – rimessaggio all'aperto – riparazione motori – riparazioni elettriche ed elettroniche – riparazione scafi in legno e vtr – guardianaggio – pilotaggio – ormeggiatori – sommozzatori – servizi antincendio – ritiro rifiuti – servizio meteo – servizi igienici e docce – parcheggio auto.

LE ESCURSIONI SUBACQUE

Grandi battaglie - con naufragi, vittorie e sconfitte - sono state combattute nelle acque dei due mari, Jonio e Tirreno, che circondano la Calabria. Ed è nel silenzio degli abissi che dormono alcune centinaia di relitti attraverso i quali è possibile ricostruire la storia di numerosi scontri navali combattuti in diverse epoche. Per anni la Calabria è stata porto di approdo di navi e convogli che hanno caratterizzato la storia navale italiana e mondiale da epoche remote ed in particolare durante la seconda guerra mondiale. Molte navi raggiungevano le coste nord africane ma molte altre concludevano il loro viaggio inabissandosi nei fondali calabresi.

CAPITAN ANTONIO

E' il relitto di un mercantile italiano affondato nelle acque antistanti il Comune di Santa Caterina dello Jonio. E' oggi diviso in due tronconi, poco distanti l'uno dall'altro; risulta parzialmente penetrabile. Il relitto è sempre circondato da fitti banchi di castagnole e piccolo pesce azzurro; numerose anche le triglie, i saraghi e le occhiate. Sulle lamiere della motonave spuntano ondeggianti spirografi di grandi dimensioni e anemoni; numerosi anche i ricci. È frequente incontrare begli esemplare di nudibranchi, degli anemoni-paguro e qualche polpo.


RELITTO DEL COSALA

Il relitto del Cosala giace sul fondale al largo delle coste di Badolato (CZ). Si tratta di una nave da carico da 10.000 tonnellate, silurata nel 1943. Lo scafo è diviso in due tronconi; la prua punta decisamente verso il blu con ancora al loro posto, negli occhi di cubia, le possenti ancore ed il catename. Immersione da effettuarsi esclusivamente da barca; sia la discesa che la risalita avvengono lungo la cima di ormeggio. La zona di poppa, leggermente staccata dal resto dello scafo è caratterizzata dalla presenza di un belcannone ancora al suo posto. Vicino all’albero di maestra adagiato su un fianco della nave si aggirano fitti banchi di anthias, occhiate di grandi dimensioni e spesso gigantesche ricciole. Intorno alle lamiere della coperta ci si imbatte frequentemente in pesci pelagici come i grandi dentici. Intorno al cannone di poppa avviene infine uno degli incontri più desiderati: grosse cernie di fondo!  


RELITTO DEL FORT MISSANABIE

Si tratta del relitto di un cargo armato di nazionalità inglese silurato nel maggio del 1944. Impressionante la vista del relitto spezzato in due tronconi: la metà di poppa è in assetto di navigazione, con la poppa armata e le eliche maestose sollevate dal fondo, mentre la prua giace capovolta perpendicolarmente.
Il relitto si trova al largo delle coste di Roccella Ionica e si raggiunge a bordo del gommone, dopo circa 10 minuti di navigazione. La visibilità è generalmente discreta, talvolta buona. Questa immersione, per le sue caratteristiche, è riservata a subacquei molto esperti e con brevetti per Immersioni Profonde e Tek. Sul relitto si incontrano fittissimi banchi di anthias; banchi di pesce azzurro circondano il relitto, oltre a grandi saraghi e dentici; nelle sue strutture si nascondono cernie, murene, gronghi.

RELITTO DEL KINGTOWN

 Il relitto di questa nave da carico giace su un fondale sabbioso davanti le coste di Guardavalle (CZ); è divisa in due parti: la poppa è a circa 10 mt di distanza dal resto dell’imbarcazione, mentre la prua si trova rivolta verso la spiaggia. Una immersione alla portata di tutti e particolarmente indicata per lo snorkeling e per gli apneisti. Spugne di ogni forma e colore,ricci, spirografi e formazioni madreporiche dal colore rosso bruno incrostano lo scafo di questo relitto divenuto luogo di caccia per grandi spigole, oltre che sede di piccole ricciole. Attorniato da castagnole, occhiate e saraghi, le sue stive spesso ospitano banchi di gamberetti.


PASUBIO A ROCCELA JONICA

 Il relitto del Pasubio è uno dei più affascinanti del basso Jonio calabrese. Si tratta di un piroscafo, silurato ed affondato da un sommergibile britannico nel 1943 al largo di Roccella Jonica. Il relitto è adagiato sul fondo sabbioso a 44 m di profondità, leggermente sbandato sul fianco di sinistra; le sovrastrutture della nave si incontrano già ad una profondità di 34 metri, mentre l'elica si trova a 42/44 metri. L’immersione avviene dal gommone, lungo la cima di discesa, e la visita alla nave viene usualmente effettuata in due tuffi distinti: uno per la zona centrale e la prua e l’altro per la poppa. Il relitto è integro e ben conservato; particolarmente suggestivo è lo specchio di poppa, dove si conserva, in ottimo stato, la ruota del timone, alla cui base è possibile ammirare una grande ancora di rispetto di tipo ammiragliato. La presenza di pesce è notevole, soprattutto di grandi cernie brune e dorate, che nel relitto hanno fatto la loro tana, oltre ai frequenti banchi di ricciole, saraghi, salpe. Le strutture del relitto, oltre ad essere circondati da fitte nuvole di anthias, sono totalmente ricoperte di organismi bentonici e sessili: spugne, tunicati, alghe, tra cui si aggirano nudibranchi, crostacei ed echinodermi.


RELITTO DEL SOMMERGIBILE "MILLO"

Il grande sommergibile Ammiraglio della Marina Italiana "Millo" colò a picco nel marzo del 1942 al largo di Punta Stilo, nel versante jonico calabrese, mentre navigava verso la base di Taranto rientrando da una missione; fu silurato dal sommergibile inglese "Ultimatum". Dell'equipaggio, solo 14 marinai riuscirono a salvarsi la vita, mentre 57 marinai non riuscirono purtroppo a raggiungere mai la superficie. Il relitto giace oggi su un fondale sabbio-fangoso, adagiato sul fianco di sinistra. Gli squarci provocati dai siluri si trovano all’estremità della prua, mentre la poppa è intatta. La visibilità è generalmente discreta, talvolta scarsa e c'è la possibilità di incontrare forti correnti. Il relitto è reso però affascinante soprattutto dall'aura emanata dalla sua tragica storia: l'ultima missione del Millo ed il suo siluramento spingono i sub ad arrivare fin quaggiù per onorare quei caduti di tanti anni fa.


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